Senso Comune

Discussione:Manifesto

Da Senso Comune.

Nel Novecento, i mezzi di comunicazione di massa hanno esteso, per i pochi che li detenevano, la capacità di informare coloro che, nelle società, potevano e sapevano accedervi. Oggi il Web è, per le società nel loro insieme, l'estensione di una capacità diffusa di produrre, reperire e rielaborare informazione e conoscenza, in modo (generalmente) libero e paritario. Nel Web si riversa ogni giorno, in modo più o meno disordinato, una quantità stupefacente di testi, dati, immagini, suoni. Ciò che permette di accedere a quest'universo d'informazione in continua espansione è il linguaggio, sono le parole delle diverse lingue (l'inglese, prevalente, è incalzato da altre lingue, spagnolo, francese, cinese, giapponese, ma anche tedesco e italiano). Sono parole che, entro ciascuna area linguistica e culturale, si conoscono e si usano abitualmente, parole contenute nei testi o messe a commento di immagini e suoni, usate per descrivere dati e fissare riferimenti. Perché il contenuto del Web sia utilizzabile nelle sue dimensioni e nelle sue dinamiche, è necessario che i sistemi informatici possano interpetrare tali parole non come semplici sequenze alfabetiche, ma come veicoli di significato. Ciò non riguarda solo i rapporti tra parole di lingue diverse. Le parole di una lingua incontrano le cose sempre tangenzialmente: una rete di parole diverse può ammettere uno stesso riferimento e da ciascuna parola si diparte una rete di riferimenti diversi. Anche i linguaggi specialistici e le scienze, che cercano di limitare e disciplinare tale flessibilità, alle regolarità implicite negli usi correnti sovrappongono di fatto le loro regolarità, moltiplicando così giochi e intersezioni. Il Web quindi fa esperienza di tutta la complessità del linguaggio naturale – dove ci riferiamo in senso generico a tutti i livelli di strutture linguistiche, da quelle morfologiche a quelle sintattiche e infine a quelle pragmatiche e quelle propriamente semantiche. Anzi, si può dire che il Web, mezzo di comunicazione caratteristico della cultura contemporanea, vede oggi le sue prospettive di sviluppo legate alle risposte che saremo in grado di dare alle sfide della linguistica. Le lingue esistono nell'uso e appartengono a chi le usa. Esse sono un prodotto sociale e la forza principale che vi domina è il consenso dei parlanti. D'altra parte, poiché il linguaggio ha scopi concreti, nel suo uso ci si riferisce alle entità proprie del mondo fisico o costruite nei contesti sociali in cui le espressioni vengono prodotte e recepite, con le risorse di inventività anche estemporanea di cui è dotato chi usa le parole e chi si sforza di capirle. E' così che l'ontologia, cioè la concettualizzazione del mondo fisico o sociale, viene a costituire l'orizzonte entro il quale il consenso dei parlanti esercita le sue possibilità interpretative. Queste ultime a loro volta si esplicano nelle pratiche de-composizionali della semantica, non senza aver preliminarmente elaborato e risolto le possibili suggestioni contestuali della interpretazione pragmatica. Mentre quest’ultima può variare da individuo a individuo, quella semantica è innata come quella morfologica e sintattica da cui essa dipende in modo indissolubile. Linguistica e ontologia, seppur distinte, sono dunque intimamente correlate, ed esistono oggi i presupposti e le conoscenze di base per analizzare e codificare queste complesse interrelazioni. La conoscenza linguistica è innanzitutto conoscenza estesa di usi e regole d'uso pertinenti alla situazione dei parlanti nella realtà, è competenza di una grande varietà di giochi le cui regole si fanno per lo più giocando. Comprendere un discorso, per l'uomo o per la macchina, consiste nell'interpretare le mosse di un gioco linguistico che avviene in un certo contesto. Tali mosse possono ovviamente includere non solo gli usi descrittivi e presumibilmente in buona fede della lingua, ma anche pratiche menzognere, incerte o vaghe, tecniche di manipolazione, esortazione, creatività. Perchè questo patrimonio di conoscenze possa essere concretamente utilizzato nelle tecnologie informatiche, è necessaria la condivisione di una comune base di conoscenze, frutto di un lavoro interdisciplinare. La conoscenza linguistica è infatti, come il Web stesso, un'estesa rete di luoghi e di rimandi. Una tecnologia che voglia trattare il senso linguistico dovrà essere fornita di (e ragionare su) adeguate strutture informative che rappresentino in modo formale, e dunque comprensibile alla macchina, le complesse conoscenze del senso comune. Dalle informazioni statiche associate ai lemmi e alle relazioni predicato-argomentali, a quelle legate alla struttura dell’evento e al tempo verbale; per arrivare alle informazioni dinamiche attivate dalle operazioni di modificazione e di aggiunzione in forma di vincoli, restrizioni, estensioni e intensioni attraverso l’uso di operatori di quantificazione, opacità, modalità e negazione. Raccogliere e organizzare tale conoscenza, sviluppare metodi di ragionamento su di essa, è necessario all'evoluzione del Web (e piu' in generale delle tecnologie informatiche) verso un sistema intelligente e, in ultima analisi, al suo successo come mezzo di progresso culturale. Come avanzare sulla strada dell'acquisizione e della sistemazione di una conoscenza così vasta e complessa, e al tempo stesso così naturale, come quella della semantica linguistica? In generale, sui fatti della lingua, la parola spetta ai parlanti. E così, come il senso nasce spontaneamente nel libero gioco linguistico, la conoscenza sul senso nasce dalla libera disposizione del parlante a mettere in gioco e condividere le proprie conoscenze sul linguaggio e sulla realtà nella quale vive e che contribuisce a creare. Più precisamente, la formalizzazione della conoscenza linguistica consiste anzitutto nella costituzione di repertori di dati strutturati in cui informazione lessicale, morfologica, sintattica, semantica, pragmatica ed ontologica siano opportunamente integrate. Ed è necessario che questi repertori siano costruiti e validati progressivamente dai parlanti stessi, dalle persone che oggi usano il Web come mezzo di creazione di conoscenze condivise, e che mediante semplici modalità di interazione si sono rivelate in grado di costruire, liberamente, la più grande enciclopedia di tutti i tempi. Infine siamo convinti che i repertori di conoscenza linguistica che i parlanti costruiscono in modo cooperativo attraverso il Web debbano rimanere, come il linguaggio stesso, in possesso della comunità intera come una ricchezza collettiva e inalienabile.

(R.Delmonte)

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